Plugin House 2.0

Questo concept sviluppa il progetto di Plug-in house sviluppato nel 2009, ingegnerizzandone la struttura e l’impiantistica. L’ossatura portante del progetto è composta dal blocco autorimessa e dalla spina distributiva centrale. L’autorimessa contiene tutti terminali impiantistici: sul suo tetto trovano posto i pannelli fotovoltaici e quelli solari-termici, sotto il suo pavimento sono istallati il serbatoio che raccolgie le acque meteoriche provenienti dai tetti giardino (da riutilizzare per gli scarichi dei wc e per la cura del verde) e le batterie per immagazzinare energia.

La spina distributiva collega (fisicamente e tecnologicamente) i diversi ambienti, in una successione e composizione strettamente correlata ai bisogni dell’utente. Le singole cellule possono essere implementate nel tempo in base al mutare delle necessità, ma possono anche essere sviluppate in altezza, in modo da poter accogliere più funzioni o più abitanti all’interno di ognuna di esse.

L’insieme si configura come un organismo urbano in cui le leggi di crescita sono già scritte nell’”hardware” di sistema. Tutte le sue trasformazioni e le aggiunte avvengono dall’esterno, in modo da non compromettere la funzionalità degli spazi domestici già abitati. Ogni nuovo ambiente aggiunto viene riconosciuto automaticamente del resto del sistema che governa l’edificio attraverso una preventiva conformazione domotica degli impianti.

Grande attenzione è rivolta al tema della compatibilità ambientale: Plug-in house è naturalmente sostenibile oltre che per i materiali impiegati e le tecnologie applicate, anche perché il concetto che la ispira ne permette la sua costante reinvenzione. Inoltre la flessibilità di Plug-in house consente di adattarla a diversi contesti geografici e climatici ed alle specificità morfologiche dei luoghi.

Anno: 2013