Plugin House

Bologna

Il concetto di casa così come tradizionalmente inteso sta mettendo sempre più in luce i suoi limiti concettuali. Con il progressivo mutare qualitativo delle “aggregazioni” fra individui, le tassonomie si sono fatte più evanescenti ed incerte: coppie stabili diventano improvvisamente instabili, accolgono figli propri e figli di altri, persone anziane a loro più o meno care, con l’ormai abituale retaggio di badanti ed assistenti domestici. Spesso i figli di quelle coppie figliano a loro volta, scegliendo di rimanere in casa per godere della rete di supporto del nucleo/comunità.

La casa deve quindi trasformarsi in un insieme armonico di piccoli mondi conclusi che garantiscano prestazioni e privacy ma anche possibilità di incontro e condivisione. Essa deve accogliere questo mutevole paesaggio in tempo reale, perché sogni, aspettative ed istanze di solito non aspettano.

Plug-in house è un concept di casa in legno, capace di rispondere, attraverso la sua modularità ed alla sua particolarità aggregativa e compositiva, a questo continuo mutare di esigenze. I suoi elementi, come i componenti di un computer, possano connettersi al sistema ed essere immediatamente riconosciuti da questo, divenendone da subito parte integrante.

L’insieme si configura come un organismo che porta già impresse nel dna di partenza le leggi della sua fisiologica implementabilità: affinità di materiali, coerenza di linguaggio, proporzioni e dimensioni, compatibilità impiantistica e costruttiva.

Anno: 2009
Collaboratori: Sophie Berianidze, Alessia Curella
Fotografie: Luca Capuano, Matteo Monti